Introduzione
Hai mai scattato un ritratto stupendo e poi non hai potuto pubblicarlo per paura di problemi legali? O forse hai evitato di fotografare persone in strada perché non sapevi se potevi farlo?
In questa guida ti spiego tutto quello che devi sapere sulla liberatoria per i ritratti: cos’è, quando è obbligatoria, cosa deve contenere e come gestirla nella pratica. In fondo trovi il link per scaricare il nostro modello di liberatoria gratuito in formato PDF.

Cos’è una liberatoria fotografica?
La liberatoria, o modello di consenso informato, è un documento con cui la persona ritratta in una foto o in un video autorizza l’uso della propria immagine per finalità specifiche, ad esempio per la pubblicazione su un sito web, un catalogo, un social media o nei manifesti pubblicitari.
Non è sempre obbligatoria, ma è sempre consigliata perché ti protegge da future contestazioni.
Ma la liberatoria non è solo un adempimento formale. È anche un potente strumento di fiducia e trasparenza tra il fotografo e il soggetto ritratto.
Quando presenti una liberatoria chiara e ben fatta, stai dicendo alla modella o al modello: “Ti spiego esattamente cosa farò con le tue foto, come le userò e per quanto tempo. Sei d’accordo? Firmiamo insieme questo consenso.”
Questo approccio trasparente:
- Elimina i malintesi: il soggetto ritratto sa fin da subito cosa aspettarsi;
- Crea un rapporto professionale: dimostri che prendi sul serio il tuo lavoro e i diritti delle persone;
- Aumenta la fiducia: il soggetto si sente rispettato e protetto;
- Previene conflitti futuri: niente sorprese.
Quindi, quando usi una liberatoria, non solo ti metti al riparo da problemi legali. Stai anche costruendo una relazione sana e professionale con chi è davanti all’obiettivo. E questo, in un settore come la fotografia dove il rapporto umano è centrale, fa la differenza.
Il quadro normativo di riferimento
La liberatoria: diritto d’autore e protezione dei dati
Quando parliamo di liberatoria fotografica, facciamo riferimento a due grandi aree del diritto che si intrecciano e si completano a vicenda:
- Il diritto d’autore (Legge 22 aprile 1941, n. 633)
L’articolo 96 della legge n. 633 stabilisce che il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso della persona ritratta. La liberatoria è lo strumento attraverso cui questo consenso viene formalmente espresso.
L’articolo 97 aggiunge un’importante precisazione: il consenso non è necessario quando la riproduzione dell’immagine è giustificata da notorietà, da ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.
Attenzione però: questi casi di esenzione vanno interpretati con cautela. Non tutte le foto scattate in un luogo pubblico rientrano automaticamente in queste eccezioni, e la giurisprudenza italiana è spesso più restrittiva rispetto ad altri paesi.
- La protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679 – GDPR)
Una fotografia in cui una persona è riconoscibile costituisce un dato personale ai sensi del GDPR. Pubblicare, archiviare o diffondere questa foto significa “trattare” un dato personale, e il GDPR richiede che questo trattamento sia lecito, corretto e trasparente nei confronti dell’interessato.
La liberatoria, in questo contesto, diventa anche lo strumento per ottenere un consenso informato e specifico al trattamento dei dati personali. Deve indicare chiaramente:
- Chi è il titolare del trattamento (il fotografo);
- Per quali finalità verranno utilizzate le foto;
- Per quanto tempo verranno conservate;
- Se verranno comunicate a terzi (es. agenzie, clienti, piattaforme online).
Perché è importante conoscere entrambe le normative?
Perché la liberatoria che farai firmare alla persona ritratta deve rispondere a entrambi i requisiti: essere valida sia come consenso ai sensi del diritto d’autore, per poter usare l’immagine, sia come consenso al trattamento dei dati personali ai sensi del GDPR, per poter archiviare e pubblicare la foto in modo legittimo.
Una liberatoria che considera solo un aspetto potrebbe essere incompleta e, in caso di contestazione, non offrirti la piena tutela legale.
In entrambi i casi il consenso deve essere formalizzato in un documento cartaceo o informatico. In fondo all’articolo trovi il link per scaricare il modello.
Quando è obbligatoria?
La liberatoria è necessaria quando:
- La foto ritrae una persona riconoscibile, anche di spalle o con occhiali/maschera, se è ancora identificabile;
- L’immagine viene pubblicatao utilizzata commercialmente, ad esempio in un catalogo, su un sito web, per promozione;
- La foto è scattata in un contesto privato, come in un servizio fotografico in studio.
In generale non serve quando:
- La foto è scattata in un luogo pubblicoe ha finalità giornalistica/cronaca;
- La foto è parte di un’opera artistica e non lede la dignità della persona, ma attenzione: la legge italiana è più rigida di quella americana su questo punto.
Cosa deve contenere una liberatoria?
Una liberatoria ben fatta deve includere:
- Dati del fotografo/committente: nome, cognome, contatti
- Dati del soggetto fotografato: nome, cognome, data di nascita, documento d’identità
- Descrizione dello scatto: data, luogo, contesto del servizio fotografico
- Finalità dell’uso: Specificare esattamente a cosa servirà la foto, ad esempio: pubblicazione sul sito o blog, utilizzo per campagna pubblicitaria, esposizione in mostra.
- Limite temporale: è consigliato indicare esplicitamente un termine finale entro il quale l’immagine della persona ritratta potrà essere tilizzata. Del resto non è ragionevole pensare che il diritto sul proprio ritratto possa essere concesso in uso per sempre.
Come scegliere il termine?
- Per progetti specifici:“La presente autorizzazione ha validità fino al [data] per la realizzazione e promozione del progetto [nome progetto]”
- Per utilizzo generico:“La presente autorizzazione ha validità 5 anni dalla data di firma, salvo diverso accordo scritto tra le parti”
- Per pubblicazioni editoriali:“L’autorizzazione è valida per la prima edizione dell’opera e per eventuali ristampe fino al [data]”
Perché è importante?
- Tutela il soggetto:il suo diritto all’immagine non viene “ceduto” per sempre;
- Tutela il fotografo:trascorso il termine, se vuole continuare a usare la foto, deve chiedere un nuovo consenso;
- È conforme al GDPR:il principio di limitazione della conservazione richiede di definire un periodo di conservazione dei dati.
- Dichiarazione di consenso: Firma del soggetto, data e luogo
Come gestire le liberatorie nella pratica
- Prima dello scatto:spiega al soggetto che tipo di fotografie desideri realizzare e quale sarà l’utilizzo, fai leggere e firmare la liberatoria;
- Dopo lo scatto:archivia la liberatoria cartacea o informatica;
- Prima di pubblicare:ricontrolla di avere tutte le liberatorie per le foto che intendi usare;
- Ogni anno:rileggi le liberatorie per verificare che siano ancora valide.
Conclusione
La liberatoria è uno strumento semplice ma fondamentale per lavorare serenamente con la fotografia. Non trascurarla: ti evita guai e dimostra professionalità.
Ricorda: una liberatoria ben fatta non è solo un documento legale, ma è il primo passo per costruire un rapporto di fiducia con chi ritrai. La trasparenza paga sempre, sia sul piano umano che su quello professionale.
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Versione modificabile: [Word – per personalizzare]
