FRANCIA. Per il bicentenario della fotografia, torna eccezionalmente in Francia Vista dalla finestra a Le Gras, l’immagine realizzata da Joseph Nicéphore Niépce tra il 1826 e il 1827. Oggi conservata presso l’Harry Ransom Center dell’Università del Texas ad Austin, sarà esposta nel 2027 nella mostra L’empreinte d’Hélios. 1826-1827, Niépce invente la photographie!
Per la prima volta, dopo quasi duecento anni, l’immagine tornerà nel luogo da cui è iniziata una delle più grandi avventure della storia della fotografia: la casa-laboratorio di Niépce, a Chalon-sur-Saône.
Un’immagine nata dalla luce
Tra il 1826 e il 1827, Niépce cercava un modo per fissare le immagini che si formavano all’interno della camera oscura.
Per i suoi esperimenti utilizzò una lastra di peltro ricoperta di bitume di Giudea, una sostanza sensibile alla luce. La posizionò nella camera oscura, rivolta verso il paesaggio che si apriva dalla finestra della sua casa.
Nacque così Vista dalla finestra a Le Gras: un’immagine delicata e poco contrastata, nella quale si distinguono gli edifici, i tetti e parte del cortile della proprietà.
A uno sguardo contemporaneo può apparire quasi evanescente. Ma dietro quella lastra c’è qualcosa di straordinario: la luce era riuscita a lasciare una traccia del mondo.
La natura che riproduce se stessa.
Era questa, in fondo, la meraviglia suscitata da una scoperta che sembrava quasi sottrarre all’uomo il gesto del disegno e affidarlo direttamente alla luce.
L’eliografia
Niépce chiamò il procedimento eliografia, dalle parole greche helios, sole, e graphein, scrivere.
Il procedimento utilizzava la luce per modificare il bitume di Giudea steso sulla lastra. Le zone maggiormente esposte si indurivano, mentre quelle rimaste in ombra conservavano il materiale più facilmente solubile.
Era un processo ancora complesso e lento, ma aveva qualcosa di rivoluzionario: la luce non si limitava più a illuminare un’immagine. Poteva fissarla.
Il ritorno a casa
Quella piccola lastra di peltro torna oggi nel luogo in cui tutto ebbe inizio. E quella luce, dopo quasi duecento anni, ha ancora qualcosa da raccontare.
